Farmaci e prevenzione, i servizi che i cittadini promuovono

Se c’è un ambito in cui il Servizio sanitario nazionale convince i cittadini, è quello dei farmaci. Lo certifica il XIV Rapporto sulle performance socio-sanitarie regionali del CREA Sanità, presentato di recente a Roma: tra i nove indicatori esaminati, l’accesso al farmaco è l’unico promosso in tutte le Regioni, con un indice di soddisfazione che oscilla tra 7,5 e 8,9 su 10. Il dato emerge dalla presentazione del rapporto, curato dal Centro per la ricerca economica applicata in sanità. Anche guardando alla percezione di miglioramento vera e propria, il farmaco resta in testa: a livello nazionale la quota di chi segnala progressi su questo fronte tocca il 30%, con punte oltre il 40% in alcune Regioni. 

Il quadro generale, però, resta a due velocità. La media nazionale delle performance regionali è salita dal 43,4% del 2019 al 46,1% del 2025, un progresso reale ma ancora modesto. In cima alla classifica c’è il Veneto, che arriva al 64% del massimo teorico misurato dal CREA; in fondo la Calabria, ferma al 36%. Nemmeno la Regione più virtuosa, va detto, raggiunge il pieno del punteggio teorico: il sistema migliora, ma resta lontano da una tutela davvero uniforme su tutto il territorio.

Anche la percezione dei cittadini racconta uno scarto simile. La quota di chi dichiara di aver notato un miglioramento dei servizi sanitari regionali va dall’8,6% al 25,9%, con la maggioranza delle Regioni collocata tra il 17% e il 22%. In testa Abruzzo e Molise, entrambe al 25,9%, seguite da Lombardia (22,9%), Veneto (22,7%) e Umbria (22,6%); in coda Trentino-Alto Adige, Sardegna e Friuli Venezia Giulia.

Dopo i farmaci, gli altri due ambiti che i cittadini premiano sono la prevenzione e il rapporto con la medicina di base: la prevenzione arriva al 23,5% di percezione di miglioramento, mentre il rapporto con i medici di famiglia e la continuità assistenziale si fermano al 20,1%. Il divario si allarga proprio dove serve più organizzazione sul territorio: l’assistenza domiciliare resta al 14,6%, il livello più basso tra i servizi misurati.

Il messaggio che il rapporto restituisce è abbastanza netto: farmaci e prevenzione sono oggi i terreni su cui la sanità di prossimità produce risultati concreti e riconoscibili, mentre l’assistenza domiciliare e i servizi a più alta intensità organizzativa restano il punto debole del sistema, in ogni area del Paese e non solo al Sud.

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