In Ontario la ‘città dei 15 minuti’: a energia solare e con emissioni a -98%

La rapida urbanizzazione del secolo scorso ha consolidato il modello di città nordamericane fortemente dipendenti dall’automobile, con conseguenti crescenti emissioni di gas serra e aumento dei costi dei combustibili fossili. In risposta a queste sfide ambientali e sociali, un gruppo di ricercatori della Concordia University di Montreal ha progettato un modello innovativo di sviluppo urbano che mira a trasformare i quartieri in comunità autosufficienti, sostenibili e a basse emissioni.

Il modello, pubblicato recentemente sulla rivista scientifica Sustainability, combina diversi elementi chiave: il principio della “città dei 15 minuti”, la generazione di energia rinnovabile, il trasporto verde e l’agricoltura urbana. L’obiettivo principale è riportare le funzionalità essenziali – come negozi alimentari, mercati agricoli, e spazi ricreativi – entro un raggio percorribile a piedi di 15 minuti, riducendo così drasticamente la necessità di spostamenti con veicoli a combustione fossile.

Il Food production and transportation framework

Il cuore del modello è il cosiddetto “Food Production and Transportation Framework”, un sistema scalabile che integra uso del suolo, agricoltura urbana, mobilità elettrica alimentata da fotovoltaico, e aspetti economici per valutare la sostenibilità globale di un quartiere. Questo framework si basa su variabili spaziali, agricole, energetiche e finanziarie per definire una strategia di autosufficienza alimentare e ambientale.

L’agricoltura urbana è protagonista: si propone di trasformare in orti produttivi superfici spesso inutilizzate come i tetti (13,8% della superficie), le facciate degli edifici (10%) e porzioni di aree private o pubbliche a terra (15%). Questi orti urbani – specialmente destinati a verdure a foglia verde e altri prodotti ortofrutticoli – possono coprire completamente la domanda alimentare locale del quartiere.

Per la distribuzione dei prodotti alimentari, il modello prevede l’uso di una flotta di veicoli elettrici, con batteria alimentata da pannelli solari fotovoltaici integrati direttamente nei marciapiedi. Questi dispositivi portano il cibo fresco raccolto dagli orti urbani ai negozi e ai mercati, eliminando la necessità di lunghi viaggi in auto o camion alimentati a combustibile fossile.

L’applicazione pratica in Ontario

I ricercatori hanno testato il modello nel quartiere West 5 di London, Ontario, una comunità smart che funge da laboratorio reale nel programma di elettrificazione Volt-Age di Concordia. I risultati sono sorprendenti: destinando la porzione indicata di superfici urbane all’agricoltura, la comunità può raggiungere l’autosufficienza alimentare per verdure fresche, con una riduzione delle emissioni di CO₂ del 98% rispetto ai sistemi tradizionali basati sul trasporto convenzionale.

La rete di trasporto elettrico alimentata da energia solare si è dimostrata anche economicamente vantaggiosa, con un periodo di ritorno economico (payback) di soli 2,8 anni. L’energia prodotta con il sistema fotovoltaico integrato è stimata intorno a 0,92 CAD per kilowattora, rendendo conveniente e sostenibile la mobilità verde a livello di quartiere.

Impatti sociali e ambientali

Oltre ai benefici ambientali e economici, il modello promuove la coesione sociale: coltivare cibo localmente e condividerlo con i vicini favorisce la formazione di legami comunitari fondamentale per quartieri duraturi e inclusivi. Come sostiene Caroline Hachem-Vermette, autrice corrispondente dello studio, il valore del progetto va oltre la riduzione delle emissioni: “Quando le persone iniziano a conoscersi e ad aiutarsi a vicenda, si costruisce una vera comunità.”

Il modello supporta anche diversi obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, tra cui lotta alla fame, energia pulita, città sostenibili e azione climatica, integrando in modo equilibrato risorse alimentari, energetiche e sociali.

Prospettive future

Il lavoro di Concordia è parte di un programma complessivo iniziato nel 2015 che analizza come energia, mobilità, uso del territorio e fattori sociali possano essere integrati su scala di quartiere. Le prossime fasi prevedono di estendere il modello per includere ambienti di lavoro, scuole, strutture sanitarie e ricreative, nonché connessioni regionali. L’obiettivo finale è sviluppare una rete di quartieri interconnessi e autosufficienti, disegnando la nuova generazione di città sostenibili.

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Giornalista professionista ha lavorato per tv, radio, websites e testate giornalistiche locali e nazionali. Già responsabile di uffici stampa per enti pubblici e privati, oggi coordina l’Ufficio stampa e Comunicazione del Gruppo Bartoli. Dirige la rivista digitale oggibenessere di cui la Fondazione Bartoli è editrice. Un quotidiano nato dalla necessità di comunicare come la salute sia un equilibrio imprescindibile fra uomo e Natura.